Il pane sotto la neve

Sabato 3 maggio, alle ore 20,30, nella Sala Auditorium del Centro Anziani di Zollino (Le), Rocco De Santis presenta “Il pane sotto la neve”, recital tratto dall’omonima opera di Antonio Verri.  Lo spettacolo verrà introdotto dallo scrittore Antonio Errico. 

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IL PANE SOTTO

LA NEVE :

Testi di :             Antonio Verri

Musiche di :       Rocco De Santis

Regia di :            Rocco De Santis

Voce recitante di “O mar, la zacchinetta!”:   Gianni De Santis 

Canto e voce recitante di “Micisca” :           Rocco De Santis

Violino:                                                          Doriano Longo

Fisarmonica:                                                   Rocco Nigro

Chitarra:                                                         Rocco De Santis

 

 

Sono sempre stato affascinato dalla scrittura di Antonio Verri; da quel reinventare, rimodellare la lingua, che da parlata  diventa ancora più “corrente” quando scritta. Corrente, perché ti può trasportare se la assecondi col sentire; corrente, perchè  ti può travolgere se le opponi resistenza col capire: in tal caso cercherai quanto prima di uscirne fuori, col rammarico di non esserne all’altezza, o con la sensazione di avere a che fare con qualcuno che fa esercizio di follia. 

Come musicista so che per uscire da clausole, codici e stereotipie estetiche, bisogna interagire con sensibilità altre, che ti aprano a nuovi orizzonti, a nuove profondità interiori, e che ti rapportino ad altri linguaggi artistici evitandoti un infinito reiterarti. Ed ecco Il pane sotto la neve, un’opera  letta da giovanissimo e  - alla ricerca di un dialogo artistico con il suo autore -  ritrovata a venticinque anni di distanza.

Mi soffermo sul capitolo in versi intitolato Micisca, petalo di un corollario di scritti che costituiscono l’intera opera. Leggendolo ho la sensazione che il tempo non sia un vettore inarrestabile, ma un infinito attimo. Vicende personali, storie collettive, passato, presente, luoghi, non luoghi, odori, rumori, affanni, allegrie, solitudini: qui e tutto compresso ed è, allo stesso tempo, tutto dilatato.

Pensare di mettere in musica l’aritmico incedere di Micisca, per un musicista come me, abituato alla ipnotica cadenza dell’endecasillabo, non è impresa facile. Ma le Colonne d’Ercole sono un monito per chi teme di osare e un invito per chi  l’andare Oltre è una necessità più che una sfida. Ne nascono otto temi musicali, per voce, chitarra, fisarmonica e violino. I primi sette sono cantati, mentre l’ottavo, conclusivo, è un parlato su musica. Poi, in perfetta linea con il pensiero caleidoscopico di Verri,  - più incline all’interseco che al mono-tema -  punto sul fluttuante O mar, la zacchinetta! (altro petalo) e lo divido in otto brani, i quali, recitati, si alterneranno con gli altrettanti temi di Micisca, formando così una sorta di contrappunto tra canto e recitazione, ma soprattutto tra “romanica” introspezione (Micisca) e “barocca” estroversione (O mar, la zacchinetta!).

Al lettore, ma in questi casi all’ascoltatore/spettatore, voglio solo ricordare che il Verri de Il pane sotto la neve è importante “sentirlo”, evitando di fare esercizio di logica: non se ne uscirebbe fuori. Affidarsi alla risonanza che le parole innescano nell’immaginario; godere l’emozione dall’attitudine materica della lingua di Antonio: che non descrive, ma plasma situazioni e stati d’animo. E poi, musica….

 

 

Rocco De Santis

                                                                                                                        

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