Il teatro
Concepito come forma privilegiata di aggregazione, di svago, di cultura, il teatro di Avleddha si avvale di pochi mezzi tecnici: scarni scenari, a volte approssimativi; palchi di fortuna; interpreti bambini, perlopiù alla prima esperienza spettacolare. Riportiamo le drammatizzazioni estemporanee che a volte si improvvisano nelle avleddhe nelle calde sere d’estate. I testi rappresentati sono tutti scritti da autori del gruppo e sono strettamente legati alla cultura popolare, agli usi e ai costumi griki.Â
Quando Avleddha porta in giro le sue rappresentazioni lascia sempre il segno: per divertimento; per freschezza; per il dibattito che innesca nella critica fra gli spettatori. Forse l’unico esempio di puro teatro di strada in tutto il Salento.Â
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1992 |
“E’ tornatu lu sciacùddhi…”: Dai “cunti” degli anziani, dalla memoria popolare, dal mito dove aleggia da oltre mezzo secolo: questo folletto, questo nume tutelare della casa, questo elfo, a volte benevolo, a volte dispettoso; riappare all’interno di una famiglia in gravi difficoltà finanziarie facendola ripiombare nell’incantata atmosfera degli anni lontani quando, “musce masciare” (donne streghe che si trasformavano in gatti), dèmoni e “sciacùddhi” (piccola ombra), la facevano da padrone. |
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1993 |
“La scola serale”: |