Il teatro

Concepito come forma privilegiata di aggregazione, di svago, di cultura, il teatro di Avleddha si avvale di pochi mezzi tecnici: scarni scenari, a volte approssimativi; palchi di fortuna; interpreti bambini, perlopiù alla prima esperienza spettacolare. Riportiamo le drammatizzazioni estemporanee che a volte si improvvisano nelle avleddhe nelle calde sere d’estate. I testi rappresentati sono tutti scritti da autori del gruppo e sono strettamente legati alla cultura popolare, agli usi e ai costumi griki. 

Quando Avleddha porta in giro le sue rappresentazioni lascia sempre il segno: per divertimento; per freschezza; per il dibattito che innesca nella critica fra gli spettatori. Forse l’unico esempio di puro teatro di strada in tutto il Salento.

 


1992

“E’ tornatu lu sciacùddhi…”    

 

Dai “cunti” degli anziani, dalla memoria popolare, dal mito dove aleggia da oltre mezzo secolo: questo folletto, questo nume tutelare della casa, questo elfo, a volte benevolo, a volte dispettoso; riappare all’interno di una famiglia in gravi difficoltà finanziarie facendola ripiombare nell’incantata atmosfera degli anni lontani quando, “musce masciare” (donne streghe che si trasformavano in gatti), dèmoni e “sciacùddhi” (piccola ombra), la facevano da padrone.

1993

 

Farsa che canzona i corsi di recupero degli  anni scolastici per lavoratori.

1994

“Lu tiempu e lu piccinnu”

 

Nonno e nipotino alla finestra che guardano il tempo passare:«Nonno chi era quel vecchio che così lentamente trascinava i suoi passi?»«Chi, bambino mio? Quel giovanotto che è passato correndo come il vento?»…In un breve colloquio la metafora della vita. Poi la magia dei sogni che hanno la forza di stravolgere le meccaniche della vita. Una bellissima commedia musicale.

1995

“La canuscianza”

 

Nel bel mezzo di un’antica tradizione (la canuscianza), il colpo di scena della “fuitina” inaspettata; altra antica tradizione, usata a volte per evitare matrimoni combinati e poco graditi.

1996

“Tornandu a casa…” 

 

Nostalgico viaggio nella memoria: dall’infanzia scandita dai giochi nell’avleddha all’emozione del primo amore, all’emigrazione, all’amaro ritorno dove più niente è come prima:«…a cosa è servito questo partire, questo emigrare?…Com’eravamo ricchi quando sotto la giacca avevamo un cuore. Non un portafogli pieno di soldi…!»

1997

“Maravà”

 Continuazione de “Lu tiempu e lu piccinnu”. Il bambino, ora cresciuto vive i patemi della sua giovinezza inchiodato dalla realtà non più virtuale, non più manovrabile con i sogni. Una commedia musicale comica e delicata allo stesso tempo.

 


1998

“Lettere scritte e mai spedite”(corrispondenza vagamente poetica)

Un percorso poetico sul filo dei ricordi. Rappresentata in abbinamento alla commedia “L’invitu”.

 


1998

“L’invitu”

Una farsa comicissima! Rappresentata per due anni di fila in vari paesi dove le platee hanno fruito di un divertimento indimenticabile!

 

 


1999

“Li pochi sordi mei… li molti loru”

L’eterno problema dell’indigenza portato all’esasperazione, fino al punto di fingersi morti per sfuggire ai propri creditori.

 


1999

“Li piedi de gomma”

«Questa commedia è dedicata a tutti coloro, che pur avendo le ali spezzate non hanno ancora perso la voglia di volare!»

 

Una delicata storia che narra le vicende di un disabile costretto a vivere su una carrozzina per deamulanti: “Li piedi di gomma”, appunto…

2001

“Panta Poté” (Sempre mai)

«Quante volte nei sogni percorriamo “vite” che non ci appartengono?… E se la vita stessa fosse solo un sogno… ?»

 

     

2002    

Laboratorio Teatrale con messa in scena finale

“Tragoidia”

condotto da Giorgio Leonardo Filieri

e Gianni De Santis, Rocco De Santis, Mario Spagna, Giglio Pellegrino, Rosaria Carlino.

Dizione e pronuncia del GrikoOrigini della musica e della danza greco-salentinaLinguaggio mimico e gestualeRecitazione e drammatizzazione della tragedia classica

Inizio attività: mercoledì, 8 gennaio 2003 a Sternatia

Patrocinio del Comune di Sternatiae dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina