Cesare De Santis

desantis.gifCesare De Santis, detto “Batti” era nato a Sternatia il 24 maggio 1920. Bracciante agricolo, si dedicò sin dalla più giovane età alla poesia, che avvertì come fisiologica esigenza. La prima raccoltaè del 1938: Milò Miristicò. Arruolatosi giovanissimo, combatte in prima linea durante il secondo conflitto mondiale. Tornato dopo sei avventurosi anni nel suo paese, conosce dei momenti di difficoltà che lo inducono a tentare la via dell’emigrazione: va ad Agra, un paese vicino al confine svizzero, dove però non trova la fortuna sperata. Successivamente si sposterà in Germania, dove avrà modo di approfondire da autodidatta lo studio del griko. Morirà a Milano nel dicembre del 1986, portando con sè il dolore più volte manifestato che, morto lui, sarebbe pure perita in Sternatia la lingua grika. La sua produzione - in gran parte inedita - è piuttosto vasta e accoglie oltre che poesie, racconti, poemetti, riflessioni sulla lingua, in griko, ma anche in dialetto. Nel volume pubblicato nel 1983 da Antonio Verri, col titolo Col tempo e con la paglia, lasciò una gustosa autobiografia, nella quale fa anche alcune importanti considerazioni sul processo di sgretolamento della lingua grika.

Recentemente il Gruppo Avleddha, unitamente alla casa editrice Amaltea, ha rieditato il libro Col tempo e con la paglia, che, vivente l’autore, uscì per il Pensionante de’ Saraceni, e ha curato una raccolta di poesie, col titolo ce meni statti (e resta cenere).