Rocco De Santis

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 Rocco De Santis (14 ottobre 1964 ), nasce e vive a Sternatia, un piccolo paese facente parte della comunità etno-linguistica ellenofona della Grecìa del Salento ( Lecce ).

Figlio del poeta e compositore griko Cesare De Santis ( 1920-1986 ), una delle massime espressioni della cultura greco-salentina, vive di riflesso il dramma del padre, dovuto al sistematico abbandono della lingua, delle radici grike, negli anni  ‘60- ’70, da parte della sua gente (dramma che il poeta esterna amaramente nelle sue liriche- “Glossa-mu etimotànati” lingua mia morente.), e acquisisce fin dall’infanzia una corazza e delle armi specifiche da usare a difesa della propria identità. La corazza è la presa di coscienza che, in un certo senso, lo protegge dalle seduzioni della cultura tendenziale e omologante del mondo giovanile, in un periodo di assoluto ostracismo riguardo a una lingua e al suo entroterra culturale giunti ai nostri giorni a colpi di zappa. Stiamo parlando del periodo a cavallo degli anni  ’70- ’80. Le armi usate per questa difesa a oltranza, in attesa di tempi migliori, sono quelle ereditate dal padre : la poesia e la musica, affilate e affinate nel tempo attraverso la propria sensibilità, l’esperienza e la consapevole presa visione di un contesto sociale che deve fare i conti con esigenze diverse da quelle che per secoli, attraverso una ripetitività, quasi rituale, di gesti e situazioni, hanno permesso un cammino millenario alla cultura grika.

Dal padre eredita la scansione metrica, ritmica del verso; la risonanza della parola rimata; la modulazione della nenia grika; ma soprattutto una giusta visione riabilitativa riguardo l’uomo con la zappa, non più servo della gleba, ma superbo guerriero della terra nella dura lotta per la sopravvivenza. Uomini e donne, eroi obbligati, che hanno permesso il passaggio alla società attraverso secoli di penuria e l’approdo ai nostri tempi; tempi sicuramente di forti contraddizioni, ma indubbiamente tempi migliori. La lingua con cui questa gente ha espresso i suoi sentimenti, le sue passioni; la lingua con cui ha cantato l’amore, ha pianto la morte, ha cullato i suoi figli: il griko, questa lingua è il vestito e l’anima della melodia e della poesia di Rocco De Santis. Melodia figlia delle antiche nenie, dei ritmi ora cadenzati, ora ossessivi del mondo contadino. Poesia come sentimento d’amore, di rabbia; come nostalgia, disperazione; come ironia, dileggio.

 

Il cammino artistico ha inizio, voce e chitarra, per le strade del paese, dove appena adolescente canta le sue prime ballate; un cammino che nell’arco degli anni ottanta lo porta ad approfondire la conoscenza della musica dando modo alla sua vena compositiva di creare sempre più raffinate melodie da condividere con altri musicisti. Nasce così nel ’91 Avleddha (piccola corte), una band che raccoglie in sé musicisti provenienti da diverse esperienze ma che in questo nuovo contesto hanno modo di relazionarsi con la musica come universalità e non come canone precostituito; come emozione da esplicare.

Con Avleddha Rocco De Santis ha modo di portare la sua musica in giro per l’Europa nei vari festivals arrivando a suonare perfino dentro le mura dell’antica Babilonia (Babilon Festival 1998), dell’attualmente martoriato Iraq. Nel 1999 i tempi sono maturi per registrare la prima raccolta di dieci brani pubblicata poi nel 2000 sul Cd “Otranto”, primo esempio discografico di musica grica originale e contemporanea. Segue nel 2002 un nuovo album: “Senza frontiere”; il titolo stesso indica la volontà si sentirsi parte di un progetto universale pur conservando le peculiarità di una cultura locale. In questo nuovo lavoro De Santis si avvale della importante collaborazione con la violinista ginevrina Constance Frei. Nel 2007, è la volta dell’ultimo cd di Avleddha “Ofidèa”, in cui, attraverso brani in griko e in dialetto romanzo, si evidenzia la natura bilingue della cultura greco-salentina. Questo nuovo lavoro è interamente arrangiato dallo stesso De Santis, che affida la sezione ritmica all’eclettico percussionista altamurano Pino Basile, girovago per le compagnie musicali di mezza Europa.

   

L’amore per la musica porta l’artista griko ad affacciarsi in forme d’arte complementari come il teatro e la danza. Nel ’92 scrive e compone la commedia musicale “Il Tempo e il bambino”, a cui segue nel ‘94 “Sogni”.

Nel 2004 la direzione artistica del “Festival Images” (Vevey-Svizzera), gli commissiona la composizione e messa in opera di una colonna sonora per il film muto “

La Terra” (URSS-1930) del regista ukraino Aleksandr Dovzhenko (1894 – 1956); un capolavoro, universalmente riconosciuto, della cinematografia senza sonoro. De Santis per l’occasione forma l’Ensemble Janì avvalendosi della collaborazione di bravissimi musicisti.

Lo stesso cinema lo vede già protagonista in una suggestiva parte in cui recita se stesso nel ruolo di musicista di strada all’interno del film “Italian Sud-Est”, presente alla Mostra del Cinema di Venezia ‘03.   

Nel 2005/06, con la compagnia di danza contemporanea “Arkè” di Torino porta in scena “Anemos”, le cui coreografie sono create su sue composizioni.

Nel 2007/08, prende parte al progetto “Le donne di Ulisse”, dell’Università degli Studi di Lecce. Alcune sue liriche, ispirate ai personaggi femminili dell’Odissea, composte e musicate per l’occasione, mettono in rilievo tutte le suggestioni senza tempo dell’altra metà del cielo.

Nel 2008/09, dall’omonima opera dello scrittore e poeta salentino Antonio Verri, nasce il recital “Il pane sotto la neve” (testi di Antonio Verri; musiche di Rocco De Santis).

Nel 2010, recentissimamente, è la volta dello spettacolo teatrale-musicale “Prima o poi succede”, una ironica riflessione a due voci (lui-lei) sulle insidie della convivenza matrimoniale. Sempre nell’anno in corso 2010 compone le musiche per il film documentario “Les annee Schwarzenbach”, la cui prima è prevista per il 30 di settembre del corrente anno a Losanna (CH).  

Ultimamente l’artista griko si è affacciato nel mondo della narrativa. È di prossima pubblicazione il romanzo “Tempo lento, Tempo vento”.    

 

 

Rocco De Santis

Via Venezia, 28

73010 Sternatia (Le)

Tel. 0836 666951

Cell. 340 5710324

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